domenica 16 maggio 2010

L'Italia vista da fuori: conversazione con Giancarlo Bruno


Intervista a Giancarlo Bruno per il sito www.lospaziodellapolitica.com


Giancarlo Bruno è il direttore del settore istituzioni finanziarie del World Economic Forum a New York. Ha lavorato in banche internazionali a Ginevra, Londra, Lussemburgo, e alle Nazioni Unite a Vienna, è’ stato Senior Fellow presso la Harvard Kennedy School ed e’ candidato al Global Master of Arts in Global Affairs della Fletcher School of Law and Diplomacy. 
LSDP) La tua esperienza professionale è partita in Italia per poi dispiegarsi in varie tappe all’estero. Cosa hai imparato da questo percorso?
GB) Ho studiato alla Bocconi, nei primi anni della mia carriera ho espletato il servizio militare e poi ho vinto una borsa di studio per un master in economia internazionale a Vienna. Ho fatto qualche esperienza breve in Commissione Europea e all’UNIDO. La mia prima attività lavorativa prolungata si è svolta nell’ufficio italiano di una importante banca straniera: è stata, in sintesi, una brutta esperienza.  Si sperimentava uno stile di leadership verticale, criteri di valutazione poco trasparenti, regole rigide sugli orari di ufficio, poca attenzione alla crescita risorse umane. Questo causava in me e nei miei colleghi una forte demotivazione ed una perdita di fiducia nelle proprie capacità. Ho quindi iniziato a cercare ininterrottamente altre opportunità, persino per posizioni improbabili nella compagnia aerea Emirates. In seguito, sono riuscito a trovare un nuovo lavoro a Lussemburgo, in una banca francese. Era una nuova esperienza dove dovevo imparare tutto, prima ero in una banca commerciale, ora invece mi dovevo occupare di financial engineering. Ho affrontato questa attività con grande determinazione, anche se avevo sottovalutato l’aspetto personale ed il potenziale isolamento linguistico-culturale. Ho capito, a posteriori, quanto era stato forte il processo di “juniorizzazione” in Italia, di tendenza ad assumere una posizione difensiva nei confronti del management. E’ un atteggiamento di diffidenza-chiusura che inizialmente ha limitato mia evoluzione personale e professionale. Dopo la prima fase in Lussemburgo, ho cercato altre esperienze all’interno della stessa organizzazione, chiedendo un trasferimento nella sede di Ginevra. Qui mi sono occupato di private banking tradizionale ed ho trovato un clima dove le differenze culturali erano meno marcate. Da tutte queste vicende ho capito che le risorse interiori, le capacità caratteriali, sono fondamentali per la carriera, specialmente se internazionale: non bastano le conoscenze tecniche e accademiche. Molti non raggiungono i propri obiettivi non per una mancanza di capacità tecniche ma per motivi di sviluppo personale e di autoconsapevolezza.
LSDP)  Cosa ti sta dando l’attività professionale legata al World Economic Forum ?
GB) Per i motivi che ho appena detto ho deciso di lasciare la banca ed ho inoltrato l’application per il World Economic Forum, dove ormai lavoro da più di sette anni. I primi tre anni li ho passati a Ginevra, poi mi sono trasferito nella sede di New York. Ora sono contento e non cerco altro. Ho fatto anche alcune esperienze parallele, in particolare un master in diplomazia ed una fellowship presso la Kennedy School of Government di Harvard. Nel WEF ho conosciuto molte persone, sono stato esposto a questioni interessanti, ma sono elementi secondari. La cosa più importante che ho imparato qui è accaduta circa tre anni e mezzo fa. Dovevo essere promosso direttore associato, ma alla fine lo scatto di carriera non si è più concretizzato: non ero stato promosso perché avevo “paura” dei miei colleghi. Non riuscivo a capire, avevo prodotto risultati concreti, c’erano i numeri. Questo evento ha generato l’inizio di un percorso di avvicinamento a me stesso che avevo rimandato per vari anni. Ho quindi effettuato una serie di incontri con i colleghi per capire i miei limiti. Secondo me non si può essere un leader se non si affrontano di petto questo tipo di domande.
Bisogna capire che le persone che perseguono una carriera internazionale vivono uno sradicamento personale, culturale e familiare a cui non sempre sono preparati. Quando si è giovani si può avere il giusto spirito di iniziativa e di scoperta: sono esperienze che vanno fatte, ma non bisogna farsi illusioni in termini di difficoltà e di stress potenziale. Se si parla di carriera internazionale, di esperienze di lungo termine, ci sono elementi da tenere in considerazione.
Quello che ho imparato è stato bilanciare le richieste che ho avuto su di me come persona, come professionista, come individuo e passare ad una marcia superiore in termini di assunzione di responsabilità.
Ora posso finalmente dedicarmi a cose che mi interessano perché mi interessano, non solo perché stanno bene sul curriculum.
LSDP) In quanto direttore del settore istituzioni finanziarie del World Economic Forum hai un punto di vista privilegiato sull’evoluzione della finanza globale. Quale direzione sta prendendo il sistema ? Che ruolo sta assumendo l’azione dei governi ?
C’e l’evoluzione di un modello di finanza che va da una fase di grande deregolamentazione e marcata liberalizzazione ad una fase più regolamentata. C’è sempre più attenzione alle implicazioni esterne delle cose che si fanno in finanza. Il paradosso è che viviamo una forte necessità di ridurre l’indebitamento, ma dall’altro lato c’è il bisogno di continuare a fornire credito. Quale è quindi la nuova definizione di creditworthy ?  La riduzione della disoccupazione viene innanzitutto dallo sviluppo di aziende di dimensione medio-piccola, ma queste sono poi le prime a soffrire dalla riduzione delle linee creditizie. Le istituzioni finanziarie, che ora hanno un bassissimo livello di reputazione, non potranno sottrarsi a queste domande poste dell’opinione pubblica. Ci sarà probabilmente una rivisitazione dei business model del wholesale banking. Da un punto di vista del sistema internazionale, le banche dei paesi sviluppati sono quelle rese più fragili dalla crisi, perché le economie reali che le sostengono stanno perdendo colpi. Quando si parla di “big picture”, una banca di un paese che ha un’economia a bassa crescita non può essere sana nel lungo termine. Ora in America Latina, in Cina, persino in Africa c’è una vitalità notevole. Ad esempio il Brasile, negli ultimi anni ha guadagnato molte posizioni, ha sperimentato degli importanti processi di liberalizzazione  ed il sistema finanziario cresce di pari passo.
LSDP) Negli studi prodotti dal WEF si nota spesso un livello significativo di innovazione metodologica, penso all’ultimo documento “Rethink Risk Management in Financial Services”. Come siete arrivati a tutto ciò ?
GB) Il forum opera verso una nicchia ben precisa. Non lavoriamo come un’istituzione tradizionale di consulenza o di lobbying. Siamo una struttura globale, neutrale e multi-stakeholder: una piattaforma per i leader dell’economia e della politica, che opera con il sostegno dell’accademia, con l’obiettivo di risolvere le principali “global issues”, mettendo assieme con modalità innovative le migliori menti ed i decision makers più importanti.
Tutti i progetti che sviluppiamo si basano sul contributo simultaneo del settore pubblico, del settore privato e dell’accademia. Nel nostro ultimo studio partivamo dalla constatazione che, negli ultimi anni, la gestione del rischio delle banche ha chiaramente fallito. Abbiamo voluto leggere questa cosa come una grande occasione di apprendimento. Di conseguenza, si è rivelato utile confrontarsi con esperti da altre discipline: dalla pesca, al controllo incendi, fino alla gestione delle linee aeree. Abbiamo cercato un confronto con professionisti della gestione di sistemi complessi dove rischio di default non è accettabile. Il rapporto è stato realizzato sulla base di ricerche che arrivano da parte di tutti gli stakeholder, questo avviene perché la credibilità del documento deve essere molto solida.
LSDP) Torniamo all’Italia: quali sono le sue forze e le sue debolezze ?
GB) L’Italia è un paese con molte risorse. Il capitale umano è di valore, anche se si sta impoverendo. Il problema della nazione è la mancanza di propensione al rischio, che è sempre considerato in senso negativo. Si cercano spazi di sicurezza i più ampli possibili. Non è che i giovani italiani abbiano meno capacità, è che le opportunità sono molto poche: se si calcola il ROI dello studio, questo spesso è basso. Non vale la pena.
In Francia, ad esempio, hanno tentato di flessibilizzare la licenziabilità per le persone sotto i 27 anni. Questo ha causato un sommovimento e la proposta è stata ritirata. Nel contesto sociale attuale, i giovani hanno così poche sicurezze che non sono disposti a perdere una delle poche rimaste, anche se questa misura porta a rendere più rigido il mercato del lavoro.
In Italia ci sono interessi consolidati, fortemente interconnessi, che è difficile scardinare anche da parte delle persone più motivate. Che cosa fare per consentire al paese di rinnovarsi ? Allungare l’età pensionabile, flessibilizzare il mercato del lavoro, abolire gli ordini professionali. Tutti sanno cosa fare, ma nessuno ha il potere o la voglia di farlo. Forse Berlusconi potrebbe, ma non ha intenzione. Le conseguenze sono di lungo termine, ma nel breve non sembra possibile. Al momento, non vendo indicazione di possibilità di cambiamento. Tra l’altro, ho visto la lettera di Celli, che non conosco, ma credo che questo tipo di comunicazione sia negativa e poco utile per il miglioramento della situazione. Il paese ha grandi risorse, ma forse bisognerà affrontare il peggio per iniziare migliorare. Forse solo con un rischio di default stile Grecia ci saranno delle iniziative di riforma.  Non vedo altri fattori aggreganti. L’ultima stagione di riforma efficace è stata legata all’ingresso nell’Euro ed è stata portata avanti da persone molto capaci come Ciampi e Prodi: in essa si era verificato un allineamento di interessi per uno scopo importantissimo e vitale. Ora non c’è un obiettivo di questo genere o una minaccia così forte come il rischio di default.
LSDP) Torneresti in Italia ? Se si, per quale motivo ?
GB) Nel passato ho avuto qualche flirt con il PD. Ho capito che alcune cose o le si fanno sul serio, stando sul territorio, altrimenti è molto difficile avere un impatto concreto. Io tornerei in Italia, nonostante il lungo tempo passato all’estero, ma lo farei solo se ci fosse la possibilità di cambiare davvero le cose. Ora non mi sembra che ci siano le condizioni. Tornerei perché sento la responsabilità di dare un contributo, ma ora non capisco come. E’ fondamentale che qualcuno lo faccia, ma è difficile capire il contesto. Forse questa cosa andrebbe fatta collettivamente, pensiamo a progetti come Controesodo.
LSDP) Hai un consiglio finale per i nostri lettori, in particolare per quelli più giovani ?
GB) Nella vita bisogna “chiedere”. Culturalmente, nel nostro contesto, non “sta bene” sollecitare o chiedere consiglio. Bisogna spingere se stessi ad essere molto pro-attivi. Spesso c’è atteggiamento lassista o l’ambigua richiesta dell’aiutino. Bisogna, invece, chiedere in maniera intelligente.  Non avere vergogna e cominciare a parlare chiaramente delle proprie idee e dei propri obiettivi.
(A cura di Raffaele Mauro)

lunedì 10 maggio 2010

13 Maggio - Wikimedia Italia e Google @ Collegio di Milano.


giovedì 13 maggio 2010 - dalle 21:00

Open web - una sera al Collegio di Milano

Collegio di Milano - via San Vigilio, 10


Wikipedia, la libertà e la rete, Wikimedia Italia e Google incontrano i ragazzi del Collegio di Milano.

Siamo liberi quando navighiamo? Wikipedia è senza regole? Cosa è cambiato nel nostro rapporto dalla nascita del web 2.0 ad oggi? Siamo diventati più responsabili di quanto facciamo in rete? Chi è responsabile di quello che c'è scritto in una pagina di Wikipedia? Qual è il rapporto di Google con la libertà degli utenti? Quanto contano i motori di ricerca nella libera circolazione dell'informazione sul web? 

Una serata al Collegio di Milano per confrontarsi su questi temi con:
  • Frieda Brioschi e Giacomo Cossa, Wikimedia Italia
  • Marco Pancini, Google Italia
modera Raffaele Mauro, Collegio di Milano.

L'incontro è organizzato nell'ambito di "Network Power", un corso del Collegio di Milano sugli effetti economici e sociali di Internet

Il Collegio di Milano è un collegio d'eccellenza per gli studenti iscritti ad una delle sette Università di Milano. Gli studenti, selezionati attraverso una serie di colloqui di selezione, possono usufruire delle attività del programma culturale del Collegio.

mercoledì 5 maggio 2010

Giovedì 6 Maggio: Selene Biffi e Alessandro Santo al Collegio di Milano, ore 21:15

Giovedì 6 Maggio, il mio corso sul futuro di internet avrà come ospiti due persone speciali:
- Selene Biffi, ideatrice di Youth Action for Change.
http://www.youthactionforchange.org/
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/yac-selene-biffi/yac-selene-biffi/yac-selene-biffi.html
- Alessandro Santo, associate in dPixel, importante fondo italiano di early stage venture capital.
http://www.dpixel.it/
http://www.workingcapital.telecomitalia.it/tag/alessandro-santo/

Sarà possibile seguire gli sviluppi su: www.twitter.com/cdmwave
Ospiti esterni potranno accedere alla lezione,
raggiungeteci pure al Collegio di Milano, Via San Vigilio 10.
Il posto è vicino alla fermata metro Famagosta.
Vi aspettiamo !

lunedì 3 maggio 2010

Butterfly Web: il 28 Maggio a Milano, vi aspettiamo !


Un giornata per ascoltare le persone che vivono la rete. Gente che lavora, che usa le rete, che innova.
Butterfly Web
Vogliamo ascoltare persone diverse, storie reali.
Vogliamo imparare e scambiare informazioni.
Vogliamo provare a lanciare tre proposte concrete, indicando le tappe per la loro realizzazione.
La rivoluzione parte dal basso. Facciamola partire!

venerdì 23 aprile 2010

27 Aprile – Presentazione www.sosteniamo.it presso la sede di CNA – L’Aquila


Martedì 27 Aprile alle ore 17 presso la sala Convegni CNA (Via Pescara, 2 “Strinella 88” sc.A piano-1) si terrà un incontro per presentare la piattaforma internet www.sosteniamo.it.
Il sito è un catalizzatore per progetti di microcredito e nasce con lo scopo di facilitare la ripresa economica delle zone colpite dal terremoto abruzzese.
L’iniziativa si avvale della collaborazione di PerMicro S.p.A. http://www.permicro.it/, società specializzata in progetti di microfinanza, già attiva sul territorio Abruzzese.
All’incontro parteciperanno il Raffaele Mauro, coordinatore della piattaforma www.sosteniamo.it, e Barbara Becchi, responsabile di PerMicro S.p.A. – Filiale di Pescara.
Vi aspettiamo

lunedì 5 aprile 2010

Nuova pagina di CdMwave su Lo Spazio della Politica
http://www.lospaziodellapolitica.com/network-power/
thx a Matteo Scurati

Network Power

"The world isn’t flat; it’s networked".

Nel Collegio di Milano stiamo esplorando la famosa espressione di David Singh Grewal. Da due settimane è iniziato CdMwave, un corso che approfondisce il concetto di "network" come paradigma organizzativo in ambito economico, sociale e tecnologico.
È un viaggio che attraversa in modo sistematico anche i mutamenti causati dallo sviluppo Internet: crowdsourcing, web 2.0, ipertestualità, condivisione, open source: non si parla tanto, o non solo, di tecnologia, ma innanzitutto di una vera e propria rivoluzione culturale, un cambio di paradigma al pari di altri "salti" occorsi nella storia.
Lavoreremo sulle tendenze più recenti della società in rete, tramite testimonianze, lavori di gruppo e progetti. Nel corso delle lezioni saranno invitati specialisti di nuovi media, imprenditori, editorialisti, esperti di diritto dell’informazione, spin doctor, ricercatori, venture capitalist.
Produrremo un output concreto: sarà creata un’idea per un barcamp, si potranno organizzare eventi, saremo immersi nel dibattito del "Butterfly Web" promosso da Lo Spazio della Politica (l’evento sulla policy della Rete che concluderà il nostro percorso; in collaborazione con Google Italia).
Entro breve estratti video degli interventi saranno disponibili on-line,ma è già possibile trovarci su Twitter e su Slideshare
Seguiteci in questo viaggio.

Agire subito per la ripresa: l'Abruzzo a un anno dal terremoto

http://www.italiafutura.it/dettaglio/110476/agire_subito_per_la_ripresa

immagine documentoC’è molto da fare.

A distanza di un anno dalla tragedia che ha colpito l’Abruzzo, continuano ad essere presenti numerosi nodi irrisolti: la regione è tuttora intrappolata in una gabbia di difficoltà economiche e istituzionali che, già presenti prima del sisma, si sono acuite nel tempo.

In particolare, bisogna rendersi conto che c’è una situazione molto grave dal punto di vista delle possibilità di ripresa della vita produttiva. Le attività commerciali e artigianali stanno attraversando una fase durissima: è difficile ripartire in modo efficace e in molti casi, come quello aquilano, è stato perso un punto aggregatore fondamentale quale il centro cittadino.

Inoltre, la disoccupazione è un problema pressante: va a sommarsi alla crisi economica che vive l’intera nazione ed ha un impatto che rischia di essere sottovalutato. La carenza strutturale di opportunità impedisce di utilizzare al meglio le potenzialità del territorio e fa entrare il sistema economico in una spirale negativa.

Si tratta di problemi che vanno affrontati con la massima determinazione, altrimenti le zone colpite dal terremoto rischieranno di rimanere intrappolate nel lungo termine in una sacca di stagnazione.

C’è bisogno dell’aiuto di tutti. Il sistema istituzionale deve effettuare scelte coraggiose per guidare un nuovo processo di sviluppo, rispettando allo stesso tempo i principi della trasparenza e dell’efficacia. Non è facile ma deve essere fatto: si pensi, ad esempio, al ruolo determinante dell’agibilità dei centri storici o al rilancio di un polo universitario di qualità.

Le associazioni industriali, commerciali, artigianali, professionali possono fornire una contributo molto importante per la ripresa, in particolare le piccole attività e le micro imprese oggi più che mai hanno bisogno di fare rete tra loro. Infine, molte delle associazioni, comitati e ONG che hanno fornito il massimo impegno nel corso della fase emergenziale, potranno focalizzare la loro attenzione sulle nuove sfide che il territorio sta oggi vivendo.

Stiamo cercando di offrire un piccolo contributo a questo processo. Tramite l’assegnazione del premio "Accade Domani", una gara per idee di micro-politica, la fondazione Italia Futura ha supportato il progetto www.sosteniamo.it. Si tratta di un’iniziativa che facilita l’allocazione di piccoli prestiti per attività commerciali e produttive, sia già esistenti che di nuova costituzione, sfruttando la logica di funzionamento del microcredito. Questa struttura, entrata in fase di rodaggio da pochi giorni, servirà a dare una mano per aumentare le opportunità di sviluppo del territorio.

Questa è, ovviamente, solo una delle numerose iniziative da attuare. Servono molte altre azioni collettive, sia da parte dei cittadini che da parte delle istituzioni. Una cosa è certa: superare lo stallo attuale è possibile.

mercoledì 17 marzo 2010

Il microcredito sociale per ricostruire la fiducia: presentazione a L’Aquila


(17/03/2010) Il progetto verrà presentato in collaborazione con Confcommercio L’Aquila e PerMicro S.p.A. presso la sede del Conservatorio di Musica “Alfredo Casella” a L’Aquila, in Via Francesco Savini snc, Mercoledì 17 Marzo alle ore 11.00.
Interverrano:
Raffaele Mauro, coordinatore del progetto www.sosteniamo.it
Barbara Becchi, responsabile PerMicro S.p.a., Agenzia di Pescara
Celso Cioni, Direttore Provinciale Confcommercio.
Per informazioni:   info@sosteniamo.it

Sosteniamo è on-line in versione beta


(17/03/2010) Oggi sosteniamo (www.sosteniamo.it) inizia la sua attività, il sito è on-line in versione preliminare. Sosteniamo è un progetto di innovazione sociale legato al microcredito, che nasce con lo scopo di facilitare la ripresa economica delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo. E’ il punto d’incontro tra le imprese che hanno bisogno di aiuto, istituzioni finanziarie specializzate ed utenti che decidono di scommettere nelle loro attività. Grazie a Sosteniamo, potrai avere una finestra costante sul mondo di opportunità costituito dal microcredito.
Seguici su Facebook e sugli altri social network.
Per Informazioni:   info@sosteniamo.it

martedì 9 marzo 2010

Nuovo targeting dell'inflazione al 4% ?

La proposta di Blanchard http://www.voxeu.org/index.php?q=node/4734
ed un interessante commento su VoxEu http://www.voxeu.org/index.php?q=node/4734

Google Public Data Explorer

Interessante strumento di visualizzazione da Google Labs http://www.google.com/publicdata/home

Innovazione sociale e nuovi modelli di leadership

Articolo dal sito della Stanford Social Innovation Review
http://www.ssireview.org/opinion/entry/the_normative_problem_with_the_term_next_generation_leaders/

Crisi economiche a confronto


Aggiornamento del famoso articolo di Barry Eichengreen e Kevin O’Rourke: confronto tra l'attuale crisi economica globale e la "grande depressione" successiva alla crisi finanziaria del 1929
Le conclusioni:
"To summarise: the world is currently undergoing an economic shock every bit as big as the Great Depression shock of 1929-30. Looking just at the US leads one to overlook how alarming the current situation is even in comparison with 1929-30.
The good news, of course, is that the policy response is very different. The question now is whether that policy response will work. For the answer, stay tuned for our next column."

domenica 7 marzo 2010

Quanto vale Facebook ?

Un commento di Massimilano Magrini
http://www.ipdixit.com/it/home/articolo.html?idArticolo=21972

"Nulla è più politico della moneta"

Ultimo saggio di Giampiero Cama sulla Banca d'Italia
http://www.farsiunidea.it/edizioni/volumi/scheda_volume.php?vista=scheda&ISBNART=13393
La recensione sul Sole 24 Ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/24-febbraio-2010/banca-italia-supplenza.shtml?uuid=488d82b4-2114-11df-9577-f5c6c14bceee&DocRulesView=Libero

Interessante intervista a Elserino Piol

Elserino Piol, il venture capital "Per non perdere il futuro
"http://www.ciaoblog.net/elserino-piol-il-venture-capital-per-non-perdere-il-futuro/

L’impatto politico delle curve di Kurzweil

Le slide che ho utilizzato lo scorso Novembre per un corso di formazione a Firenze:

sabato 27 febbraio 2010

La condanna di Google Italia ci danneggia tutti

La sentenza che ha portato alla condanna di tre dirigenti di Google Italia è un cattivo segnale per il nostro paese, un evento che rischia di produrre conseguenze negative anche nel caso in cui il verdetto sia rovesciato in appello.
Questo accade per tre ragioni: 

a.   E’  stato costruito un pericoloso precedente. Il fatto stesso che si sia svolto il processo segnala una fondamentale incomprensione del funzionamento delle tecnologie in rete.
Nel procedimento è stata costruita l’ipotesi che il personale di Google sia responsabile a priori per i contenuti che compaiono su YouTube. Si tratta di una concezione insostenibile sia da un punto di vista logico-giuridico, come considerare responsabili i gestori delle autostrade perché dentro una macchina avviene un reato, sia da un punto di vista tecnologico, per la chiara impossibilità di effettuare un controllo preventivo della mole gigantesca di contenuti immessi in rete.
Piuttosto che condannare la piattaforma che ha diffuso il contenuto, che comunque è stato rimosso appena giunta la segnalazione da parte della Polizia, servirebbe invece una riflessione di altra natura. Difficilmente il procedimento penale nei confronti di Google contribuirà a ridurre la vacuità e l’ignoranza che hanno portato a fare del male a un ragazzo affetto da sindrome di Down. Il video ripugnate che era stato messo in rete è stato prodotto da persone formate all’interno di un determinato sistema educativo, sia familiare che scolastico. Questo sistema non ha funzionato, di questo si dovrebbe parlare.

b.   Si contribuisce alla costruzione di un ambiente che minaccia le libertà personali.    Dopo la condanna di Google, semplici utenti, blogger e produttori di contenuti avranno qualcosa in più da temere. Il dibattito nel circuito dei grandi media italiani ha spesso dei toni di allarmismo, sconfinando in alcuni casi nel luddismo. E’ un atteggiamento che porta a sottovalutare costantemente le opportunità generate da internet.  Anche il sistema politico mostra frequentemente un atteggiamento ostile nei confronti delle nuove libertà digitali, che minacciano le posizioni di potere consolidate e portano a spostare dai “pochi” ai “molti” la possibilità di poter comunicare in modo efficace.
Ricordiamoci che in Italia c’è già un livello eccessivo di regolazione. Nel nostro paese la connettività nei locali pubblici è limitata da un‘impalcatura legislativa che impone l’autorizzazione della questura e l’identificazione dei singoli utenti tramite documento di identità. Si tratta di un sistema assurdo, i cui costi sono di gran lunga superiori ai benefici.
In questo conteso già difficile e arretrato, ora si considera chi ospita contenuti come penalmente responsabile per reati commessi da terzi, anche nel caso in cui sia chiaramente in buona fede. E’ una scelta che ci allontana dal resto del mondo e che rischia di ridurre ulteriormente la nostra libertà di espressione.

c.   Si comprimono ulteriormente le possibilità economiche del paese.   La presenza di un rischio giuridico macroscopico, come quello generato dalla sentenza che ha colpito Google Italia, riduce l’appeal del nostro paese per gli investitori esteri. Ricordiamoci che già ora i fattori della competitività sono già fortemente compromessi: livello endemico di corruzione, lentezza della giustizia civile, inefficienza del sistema politico.
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono uno dei campi di gioco fondamentali dell’economia contemporanea, lo saranno ancora di più nei prossimi anni. Internet, in particolare, produce costantemente innovazioni che hanno un impatto sugli altri ambiti operativi, dalla musica all’editoria.
Se vogliamo creare nuove imprese e nuovi posti di lavoro, nell’ambito di una crisi economica che sta colpendo il nostro paese in modo gravissimo, dobbiamo creare un terreno fertile alle innovazioni. Si tratta un processo complesso, che implica cambiamenti di natura culturale, politica, legislativa ed economica.
Non possiamo permetterci dei passi indietro.
Questo episodio non riguarda solo Google Italia: è una vicenda illogica sotto ogni profilo e, con modalità di varia natura, ci colpisce tutti. 

Raffaele Mauro

mercoledì 10 febbraio 2010

martedì 26 gennaio 2010

Startup Master

Iniziativa da seguire, ora in fase di costruzione
http://www.startupmstr.it/

Internet è una megalopoli

Pezzo interessante dal blog di Paola Bonomo

http://livepaola.blogspot.com/2010/01/internet-e-una-megalopoli.html

RENA

RENA: Rete per l'eccellenza nazionale.
Progetto molto interessante per il miglioramento del paese
http://www.progetto-rena.it/dblog/

Lo Spazio della Politica

Sempre interessanti gli spunti presenti sul sito www.lospaziodellapolitica.com
Pensiamo, ad esempio, alla risposta di Alessandro Aresu a Riotta:
http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/caro-riotta-ti-scrivo/
o all'ultimo articolo di Matteo Scurati sulle libertà digitali:
http://www.lospaziodellapolitica.com/2010/01/la-siae-contro-i-pirati/

I miei pezzi sono invece su:
http://www.lospaziodellapolitica.com/author/raffaele-mauro/

La Voce d'Italia - La Voce del Collegio

Il quotidiano on-line "La Voce d'Italia", nella sezione dedicata al Collegio di Milano, ripubblica qualche pezzo che avevo scritto l'anno scorso, ad esempio:
Recensione del testo Megacommunities
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=41508&titolo=Megacomunita'&imm=0
Recensione del testo The Competition of Ideas
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=41146&titolo=Il%20potere%20delle%20idee&imm=0
Il potere delle idee:
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=41146&titolo=Il%20potere%20delle%20idee&imm=0
Tutti gli articoli disponibili su:
http://www.voceditalia.it/cerca.asp?cerca=raffaele+mauro&action=Cerca

Recensione sul blog Città dell'impresa

Recensione del progetto su "Città dell'impresa", un nuovo blog per la diffusione della cultura d'impresa e per il supporto agli aspiranti imprenditori.

http://www.cittadellimpresa.it/BlogArticolo.asp?id=13

martedì 12 gennaio 2010

On-line il sito www.sosteniamo.it

E' on-line il sito www.sosteniamo.it

Si tratta di in work in progress, di volta in volta saranno aggiunte le varie funzionalità.
Ringrazio tutti quelli che mi stanno aiutando per la realizzazione del sito e per la grafica: Giulia Bertuzzo, Mauro Mazzei, Enea Barbetta, Andrea Danielli, Francesco de Collibus e molti altri.

Ringrazio lo staff della fondazione Italia Futura: Giulia Innocenzi, Francesca Pelliccia, Chiara Amadei ed il direttore Andrea Romano per il supporto logistico e finanziario. Lo studio legale Negri-Clementi sta svolgendo inoltre un lavoro fondamentale.

Ringrazio anche i membri dell'advisory board: Paola Bonomo, Michele Cermele, Federica Colonna, Denni Mazatto, Sergio della Zassa, Federica Colonna e i già menzionati Andrea e Francesco.

Infine, in questi giorni è stato fondamentale il supporto dei ragazzi di www.lospaziodellapolitica.com, un luogo virtuale dove c'è stata la possibilità di avere un feedback continuo e intelligente.

Ci sono decine di altre persone che stanno dando una mano con delle idee o delle proposte, progressivamente sarà reso visibile il contributo di ognuno.

a presto !
Raffaele

sabato 2 gennaio 2010

Buon 2010

Il sito www.sosteniamo.it è ormai in produzione.

Sono stati sciolti i nodi giuridici, tecnologici e finanziari di cui mi sono occupato nel corso dell'ultimo mese e mezzo. Mi hanno aiutato molte persone, ne parlerò estensivamente nelle prossime settimane sia su questo blog che sul sito dell'iniziativa. Tutto quello che sto facendo non sarebbe possibile senza il lavoro di rete e senza l'esperienza, l'intelligenza e l'energia degli individui che hanno voluto dare un contributo.

Grazie a tutti e buon 2010 !
Raffaele

Intervista con il Ministro Giorgia Meloni

Il Ministro Giorgia Meloni mi intervista nel corso della puntata di Radio Gioventù del 30 Dicembre 2009.
http://radiogioventu.com/ArchivioPuntate/Puntata_44_RadioGioventu_3.mp3