domenica 15 maggio 2011

AppsBuilder: l'ultimo investimento di Annapurna :)

Ecco il comunicato stampa:

NASCE APPSBUILDER
Piattaforma universale per lo sviluppo di applicazioni mobile
Milano, 12 maggio 2011 - AppsBuilder – www.apps-builder.com – è un’innovativa piattaforma online che consente di creare, in soli tre semplici passaggi, applicazioni personalizzate per iPhone, iPad, smartphone e tablet Android e web app. Il servizio, intuitivo e immediato, permette anche la trasformazione di qualsiasi sito web in un’applicazione mobile. Nasce dall’idea di due imprenditori 25enni di Ivrea – Daniele Pelleri e Luigi Giglio – studenti del Politecnico di Torino.

AppsBuilder è un servizio pensato per gli utenti internet che vogliono creare un’applicazione mobile. Una tecnologia innovativa che può essere utilizzata da chiunque – professionisti e non – anche per tramutare qualsiasi sito web in applicazione. La piattaforma consente di pubblicare e distribuire le app sui principali store (Apple, Android e presto anche Windows) e di ottimizzare la visualizzazione dei contenuti del sito nella navigazione da dispositivi mobile. Può essere utilizzata da singoli utenti come anche da web agency che vogliono accompagnare i loro clienti nella migrazione verso il mondo del mobile. Gratis per chi è disposto a ospitare banner pubblicitari gestiti da AppsBuilder sulle proprie applicazioni, o a un costo di 15 euro al mese per chi non vuole la pubblicità o preferisce gestirla indipendentemente.

AppsBuilder e Wordpress
AppsBuilder ha sviluppato un innovativo plugin per Wordpress, la più importante piattaforma per la creazione di blog con oltre 30 milioni di siti creati nel mondo con la sola versione 3.0. È il primo plugin al mondo che consente a blogger e amministratori di siti di convertire i loro contenuti in applicazioni native (pronte per la pubblicazione sugli store) per Apple, Android e in web-app. Il servizio è gratuito e completamente self service, implementabile attraverso un processo semplice e intuitivo.

Il mercato mobile
Il mercato delle application rappresenta un fenomeno in grande crescita e rapida evoluzione, con oltre 500.000 le applicazioni scaricate ogni ora e un utilizzo intensivo di questi prodotti digitali da parte degli utenti (22 le applicazioni installate in media da ciascun possessore di smartphone e circa 3 ore il tempo trascorso quotidianamente nell’utilizzo di applicazioni, Fonte Borrel). Secondo una ricerca Gartner, nel 2011 i ricavi degli application store supereranno i 15,1 miliardi di dollari, con un incremento del 190% rispetto ai 5,2 miliardi del 2010[1]. Globalmente si prevede anche che nel 2011 i download dagli application store superino i 17,7 miliardi, con un incremento del 117% rispetto al 2010 ed entro il 2014 oltre 185 miliardi di applicazioni saranno state scaricate dal luglio 2008, data del lancio dell’Apple Store.

"Siamo sempre stati appassionati del mondo delle applicazioni e ne realizzavamo per alcuni clienti in tutta Italia”, racconta Daniele Pelleri, fondatore insieme a Luigi Giglio di AppsBuilder, “Da lì l’idea di creare un servizio accessibile a tutti per sviluppare prodotti mobile compatibili con ogni dispositivo. La versione beta di AppsBuilder, caricata su un nostro server a novembre 2010, ha visto in un mese la registrazione di 2.400 utenti con la creazione di 1.800 applicazioni. Viste le recensioni, da subito eccellenti su blog italiani e internazionali, abbiamo deciso di cercare supporto per proporre AppsBuilder su larga scala. In Annapurna Ventures abbiamo trovato il partner ideale per fornirci le competenze necessarie per lanciare un'azienda. Insieme a Guido Mancassola, nostro Business Development Manager, stiamo lavorando per fare di AppsBuilder un servizio in grado di soddisfare in modo semplice, economico e time-efficient una domanda in forte crescita”.

“Abbiamo incontrato Daniele e Luigi e deciso di affiancarli come partner nello sviluppo della loro start up. Da subito abbiamo compreso il potenziale della loro idea in termini d’innovazione tecnologica, individuando nella scalabilità del progetto un elemento chiave”, ha dichiarato Massimiliano Magrini, Amministratore Delegato di Annapurna Ventures, “AppsBuilder è infatti facilmente esportabile e può essere utilizzato a livello globale senza alcun problema. “Inoltre riteniamo il mercato mobile strategico per la nostra attività d’investimento”, aggiunge Mario Mariani, Venture Partner di Annapurna Ventures, “Nel 2011 i ricavi degli application store supereranno i 15,1 miliardi di dollari con un incremento del 190%[2]. Entro il 2014 i download di applicazioni dovrebbero essere oltre 185 miliardi e AppsBuilder ha tutte le carte in regola per diventare un attore di riferimento per l’accesso al mercato del mobile”.

Dopo sette anni ai vertici di Google Italia, nel 2009 Massimiliano Magrini fonda Annapurna Ventures, un Venture Incubator specializzato nel supporto a iniziative imprenditoriali in ambito tecnologico nella fase di start up. Co-investitore in Annapurna è Mario Mariani fondatore di The Net Value, incubatore con sede a Cagliari. Insieme i due manager condividono un progetto e soprattutto uno spirito imprenditoriale che unisce al dinamismo dell'Angel Investing tradizionale l'approccio quantitativo e strutturato del Venture Capital. "L'incontro fra tecnologia, produzione e distribuzione dell'informazione rappresenta una straordinaria opportunità di innovazione”, dichiarano Massimiliano Magrini e Mario Mariani. Lo sviluppo di internet e delle tecnologie digitali rende possibile la sperimentazione su larga scala di nuovi progetti imprenditoriali dove talento e creatività possono svilupparsi senza limiti geografici anche grazie al mentoring e al supporto finanziario dei moderni venture capitalist. Obiettivo di Annapurna è trasformare idee innovative nell'ambito dei Web Services, del Mobile e del Software in imprese di successo.
[1] Il dato è il risultato della somma tra i ricavi di vendita delle applicazioni e gli introiti dalla pubblicità sulle applicazioni stesse.
[2] Dati riferiti a una ricerca Gartner del gennaio 2011.

sabato 23 aprile 2011

Elon Musk: un profilo


Elon Musk fa parte di un gruppo di individui di cui si parla poco ma che, nel senso più profondo del termine, sta cambiando il mondo. Ha alcune affinità con Peter Thiel, di cui abbiamo discusso qualche tempo fa . Sono accomunati dal fatto di essere imprenditori seriali e “contrarian-thinker”, con la vocazione di impegnarsi in progetti ad alto rischio ed elevato impatto potenziale. Infine, entrambi hanno giocato un ruolo importante nello sviluppo di PayPal, entrando nella cosiddetta “PayPal Mafia”, il gruppo di persone che ha contribuito in modo significativo alla nuova ondata di startup in Silicon Valley nel primo decennio degli anni ’00.
Uno dei maggiori successi di Musk è legato a SpaceX, azienda che sta guidando un processo di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, vale a dire la costituzione di una vera e propria industry del volo spaziale privato. I vettori di SpaceX hanno lo scopo di aumentare l’efficienza del lancio e della messa in orbita di strumenti o persone, abbattendone il costo per kilogrammo. L’obiettivo è quello di spezzare una paradigma, vale a dire il fatto che per diversi decenni, fino a pochi anni fa, il costo dei voli spaziali è stato esorbitante ed ha impedito la diffusione e democratizzazione degli stessi. Space X attualmente sta realizzando, con il supporto della Nasa, il sistema che sostituirà lo Space Shuttle.
Un altro progetto di cui Musk è co-fondatore è Tesla Motors, casa di produzione automobilistica specializzata in auto elettriche ad alta performance. Anche in questo caso l’obiettivo è spezzare un paradigma esistente: il fatto che le auto elettriche o ecologiche debbano essere lente, pesanti, inefficienti e spesso brutte. I veicoli prodotti da Tesla Motors invece sono auto sportive, potenti e curate nel design, come la “Model S” e la “Roadster”.
Nel frattempo l’imprenditore quarantenne è coinvolto in alti progetti, ha investito nel settore delle energie rinnovabili con Solar City ed è coinvolto nello sviluppo di HalcyonMolecular, azienda che sta cercando di aumentare l’efficienza del sequencing genico, una tecnologia fondamentale per lo sviluppo della biologia molecolare e delle sue applicazioni mediche e industriali.
Imprenditori e investitori come Musk o Thiel sono, nel senso più puro del termine, gli agenti della distruzione creativa schumpeteriana: orientano le loro energie ed i loro sforzi nel modificare in modo sostanziale i settori in cui operano,  portando a discontinuità di natura qualitativa e cercando di rendere possibile quello che, fino a pochi anni prima, sembrava irrealizzabile. 

mercoledì 13 aprile 2011

DAL GOOGLE LUNAR X PRIZE A MOON EXPRESS: COME CAMBIA L'ESPLORAZIONE SPAZIALE


L’esplorazione spaziale fa pensare ai grandi programmi governativi, alla fantascienza o a un nodo di speranze infrante negli anni passati. Quello che accade oggi nel mondo va in un’altra direzione: la ricerca nelle tecnologie spaziali, come la possibilità di applicazione, si sta sganciando dai modelli tradizionali, avvicinandosi sempre di più all’innovazione imprenditoriale, basata su meccanismi decentrati, reticolari e bottom-up.
Pensiamo ad esempi come Moon Express, un’azienda che progetta sistemi per il trasporto di minerali rari dalla luna alla terra. Sembra fantascienza ? Non lo è affatto: hanno appena vinto un contratto di 10 milioni di dollari dalla Nasa. Moon Express è stata fondata da due personaggi che hanno già avuto un impatto significativo, ad esempio Barney Pell, uno dei fondatori di Powerset, una startp famosa nel mondo perché è stata acquisita da Microsoft per 100 milioni di dollari al fine di mettere in piedi i sistemi di analisi semantica del motore di ricerca Bing. Moon Express è ora in pole position per il Google Lunar X Prize, una iniziativa sponsorizzata da Google che aderisce al ciclo degli “X prizes”, vale a dire premi per iniziative imprenditoriali in settori altamente innovativi con un potenziale impatto dirompente sull’avanzamento scientifico e tecnologico.
Un altro esempio da citare può essere quello di Virgin Galactic, l’impresa di viaggio e turismo spaziale privato fondata dal Richard Branson, il creatore dell’impero “Virgin” che negli anni passati ha attraversato svariati settori, dalla distribuzione di musica al trasporto aereo. Il suo team è stato in grado di produrre un sistema che a partire dal 2011 porterà, tramite voli privati, dei comuni cittadini in orbita per cifre relativamente ragionevoli. La combinazione di vettori dedicati, come SpaceshipTwo, piattaforme di supporto, come Spaceport America e sistemi di incentivazione, come l’Ansari X prize, hanno permesso di realizzare un’iniziativa che fino a poco tempo fa poteva sembrare solo frutto dell’immaginazione.
Alcuni dei personaggi più intelligenti ed intraprendenti al mondo stanno spendendo tempo e risorse in questo settore: da Sergey Brin a Richard Branson, da Larry Page a Peter Diamandis, Le domande sono oggi più delle risposte, non è possibile prevedere come e con quale velocità procederà questo campo tecnologico. Certo è che l’esplorazione spaziale ha preso una direzione fertile ed interessante. Forse tra 10 anni esisteranno fondi di venture capital specializzati in questo settore. Forse il costo dei voli si abbasserà ad un livello tale da permettere ad un cittadino della classe media di partecipare a tali iniziative. Non lo sappiamo, ma è possibile dire che una scintilla della Silicon Valley, fino ad ora pensata prevalentementecome legata alle internet startups, è penetrata in modo indelebile nella ricerca spaziale, producendo effetti che potrebbero cambiare le nostre prospettive in modo significativo. (da Lo Spazio della Politica)

venerdì 25 marzo 2011

L’UNIVERSITÀ TRA PASSATO E FUTURO


Si parla spesso di università con le categorie sbagliate, focalizzandosi unicamente sul dibattito locale  e sulla contingenza politica. In realtà la discussione sulla riforma dei sistemi di educazione superiore è vivissima su scala internazionale e stanno uscendo numerosi testi a riguardo, ad esempio Engines of Innovation: The Entrepreneurial University in the Twenty-First CenturyThe Great Brain Race: How Global Universities Are Reshaping the World e DIY U: Edupunks, Edupreneurs, and the Coming Transformation of Higher Education.
Un filo conduttore di questi libri è la ricerca di modelli di formazione e ricerca capaci di reggere il passo con la complessità del mondo attuale, tendendo verso strutture aperte al mondo esterno, meritocratiche e dotate di proiezione globale. Focalizziamoci su Engines of Innovation di Holden Thorp e Buck Goldstein.
Il testo analizza le modalità con cui le università possono diventare luoghi più imprenditoriali. Non si tratta di qualcosa di nuovo, tantomeno di una moda, ma di un ritorno al passato. Il fenomeno che ha portato i centri accademici ad essere strutture burocratiche e compartimentate, con una rigida divisione tra discipline e spesso una scarsa comunicazione con il mondo esterno, è relativamente recente. Fin dall’antichità i centri di sapere sono stati dei “magneti” capacità di attrarre risorse, persone di talento e idee. Oggi, sostengono gli autori, le università più efficaci hanno la capacità di avere un approccio intraprendente nella gestione dei processi formativi e dei progetti di ricerca. Questo significa essere più rapidi, innovativi, capaci di assumere alcuni rischi, gestendo in modo dinamico e flessibile l’interazione tra risorse di natura differente (derivanti dal settore pubblico, da aziende, da organizzazioni filantropiche, da endowments, dalla rete di alumni, etc.), abbattendo i muri sia interni, che impediscono la collaborazione interdisciplinare, sia quelli esterni, che impediscono uno scambio di informazioni ed esperienze con il mondo esterno.
In secondo luogo, il libro si focalizza su come insegnare l’imprenditorialità. Nel mondo attuale la ricchezza e l’occupazione sono create in misura sempre maggiore da nuove aziende, sia in settori ad alta crescita (ICT, biotech, medicale, cleantech, etc.) sia  in settori tradizionali affrontati con un approccio innovativo (come sta accadendo, ad esempio, nell’enogastronomia e nel turismo). E’ un dato molto importante che trascende le discipline tecniche ed economiche: la capacità di creare progetti indipendenti e innovativi è essenziale nei percorsi di carriera correlati a tutte le aree del sapere. Si pensi, ad esempio, alla tematiche della social entrepreneurship e della social innovation, vale a dire l’utilizzo di tecniche imprenditoriali, con focus sulla professionalità e sulla capacità di superare i paradigmi operativi esistenti, per la soluzione di problemi sociali ed ambientali. La creazione di impresa è stata al centro di alcuni progetti formativi di successo, come lo Stanford Technology Ventures Program, e possiamo citare anche degli esperimenti che coinvolgono il nostro paese, come le borse Fullbright BEST.
Infine, il testo analizza la questione dell’organizzazione accademica: i ruoli, la governance, la leadership, le strutture, devono essere in linea con l’obbiettivo della flessibilità e dell’apertura. Questo significa anche un certo livello di tolleranza per il rischio, componente fisiologica dei progetti di natura innovativa. Vuol dire anche una capacità di gestione delle risorse e della complessità che aumenta rispetto al passato, dato che team multidisciplinari che attingono a fonti di finanziamento eterogenee sono difficili da gestire, oltre che nel lato relazionale, anche da un punto di vista amministrativo. Si tratta quindi di un processo di maturazione che deve essere progettato accuratamente, ma che può dare grandi frutti, rendendo le istituzioni accademiche capaci di contribuire maggiormente allo sviluppo culturale, economico e sociale.
Molte delle posizioni sostenute da Thorp e Goldstein sono di grande importanza per il caso italiano, dove la rigidità e la chiusura del sistema accademico sono molto più rilevanti in comparazione con altri contesti. Su questo versante c’è molto da fare: è di grande importanza un’apertura al dibattito internazionale ed una spinta che possa rendere il sistema di istruzione più efficace nel reggere le sfide degli anni a venire.
(articolo originale su Lo Spazio della Politica)